Claudio Pasqua: "L'Intelligenza Artificiale migliora il lavoro di professionisti, imprenditori e manager"
«L'intelligenza artificiale non sostituirà i professionisti, ma chi saprà usarla sostituirà chi la ignora».
Ci siamo abituati a considerare l’intelligenza artificiale non più come una tecnologia futuribile ma un’innovazione già presente nelle nostre vite e nel miglioramento della nostra professione. Ci siamo anche abitauti a modelli sempre più avanzati, con nuove funzionalità e risultati che superano quelli precedenti.
Conosciamo e utilizziamo AI come Claude, ChatGPT, Gemini, Llama, DeepSeek, Qwen, Kimi, Midjourney, Stable Diffusion o Adobe Fireflye. Su testate come Torino.plus la domanda più ricorrente è: quale piattaforma è la migliore? Tuttavia, per imprenditori, manager, professionisti, architetti e interior designer, questa non è il problema più importante.
Chi lavora ogni giorno in uno studio o in azienda non ha bisogno necessariamente del modello "più potente" in assoluto, ma dello strumento più efficace per migliorare il proprio lavoro.
L'intelligenza artificiale è dunque una opportunità tecnologica che aiuta a prendere decisioni più rapide, a gestire attività ripetitive, a produrre documenti, a sviluppare strategie di marketing, ad analizzare dati, a gestire clienti e a ottimizzare processi complessi.
Per un manager, questo significa poter elaborare report, analisi e scenari previsionali in poco tempo. Per un imprenditore, rappresenta un supporto concreto nella pianificazione, nella comunicazione e nell'organizzazione aziendale. Per un professionista, può diventare un assistente in grado di velocizzare la ricerca di informazioni, la redazione di documenti e la gestione delle attività quotidiane.
Nel settore dell'architettura e dell'interior design, l'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di progettare. Permette di sviluppare concept creativi, di generare rendering fotorealistici, di sperimentare materiali, colori e soluzioni d'arredo, di produrre presentazioni impattanti e di confrontare rapidamente diverse alternative progettuali. In questo modo, il professionista può dedicare più tempo alla creatività, alla relazione con il cliente e alle scelte progettuali più significative.
La vera sfida non è inseguire ogni nuovo modello che appare sul mercato, ma integrare l'intelligenza artificiale nei processi di lavoro della propria organizzazione o studio. La differenza non la farà chi utilizzerà il software più famoso, ma chi saprà sfruttarlo con metodo e competenza.
Per questo, la formazione ha un ruolo fondamentale. Conoscere gli strumenti disponibili, imparare a formulare richieste efficaci e capire i limiti dell'intelligenza artificiale aiuta a inserirla correttamente nei flussi di lavoro. Questo porta a un vantaggio competitivo concreto, aumentando produttività, qualità dei servizi e capacità di innovazione. Nel prossimo futuro, il valore non sarà solo determinato dalla tecnologia utilizzata, ma anche dalla competenza con cui professionisti, manager, architetti e interior designer sapranno trasformarla in uno strumento quotidiano di crescita e sviluppo.
Per comprendere come affrontare questa trasformazione, abbiamo intervistato Claudio Pasqua, docente coordinatore dei corsi formativi sull'IA generativa per imprenditori, manager, professionisti, architetti e interior designer. I corsi sono pensati per offrire competenze subito applicabili nel lavoro quotidiano e per aiutare le aziende ad affrontare il cambiamento digitale con un approccio pratico.
Oggi tutti parlano di intelligenza artificiale. Perché un imprenditore o un professionista dovrebbe investire tempo nella formazione?
Perché siamo di fronte a una rivoluzione simile all'arrivo di Internet. L'intelligenza artificiale non è una moda passeggera, ma una tecnologia destinata a cambiare il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. Chi impara oggi a usarla avrà un vantaggio competitivo enorme. Immagina un imprenditore capace di creare strategie di marketing in pochi minuti, un commercialista che automatizza documenti complessi o un consulente che prepara analisi dettagliate in tempi rapidi. La formazione serve proprio a imparare a comunicare con questi strumenti e a integrarli nei processi aziendali senza impreparazione.
Molti temono che l'intelligenza artificiale possa sostituire il lavoro umano. È un rischio reale?
La storia dimostra che ogni innovazione elimina alcune mansioni, ma ne crea molte altre. L'IA non sostituisce la capacità di giudizio, l'esperienza, la creatività e il rapporto con il cliente. Automatizza le attività ripetitive e libera tempo per quelle di maggior valore. Il vero rischio non è essere sostituiti dall'intelligenza artificiale, ma da un concorrente che la utilizza meglio. Per questo, nei nostri corsi, puntiamo molto sul concetto di collaborazione tra uomo e macchina: l'IA è un assistente potente, non un sostituto del professionista.
I vostri corsi formativi sono rivolti anche ad architetti e interior designer. In che modo l'IA sta cambiando questi settori?
Sta trasformando l'intero processo progettuale. Oggi un architetto può generare rapidamente concept, esplorare decine di varianti progettuali, creare render di grande impatto e presentare al cliente soluzioni personalizzate in tempi inimmaginabili fino a pochi anni fa. Un interior designer può provare materiali, colori, illuminazione e arredi in pochi minuti, confrontando scenari differenti prima di iniziare la progettazione definitiva. Il corso per architetti e interior designer è proprio volto a insegnare come integrare l'intelligenza artificiale generativa nel flusso di lavoro, mantenendo alta la qualità progettuale e valorizzando creatività, sostenibilità e efficienza.
Qual è l'errore più comune che vedete fare a chi inizia a usare strumenti come ChatGPT o i generatori di immagini?
Pensare che basti scrivere una domanda qualsiasi per ottenere risultati eccellenti. In realtà, l'intelligenza artificiale restituisce risposte proporzionali alla qualità delle istruzioni ricevute. Per questo, nei corsi, diamo molto spazio al prompt engineering, che è l'arte di formulare richieste efficaci. Cambiare alcune parole può trasformare un risultato mediocre in uno straordinario. Insegniamo anche a verificare le informazioni prodotte dall'IA e a usarla in modo consapevole, evitando errori o contenuti poco affidabili.
Quali categorie professionali possono trarre il maggiore beneficio da questi corsi?
Praticamente tutte. Imprenditori, manager, consulenti, professionisti, artigiani, studi tecnici, agenzie di comunicazione, liberi professionisti e naturalmente progettisti. L'intelligenza artificiale è trasversale: aiuta nella scrittura di documenti, nella gestione dei clienti, nell'analisi dei dati, nella comunicazione, nella produzione di immagini, nella progettazione e persino nell'organizzazione del lavoro. Per questo proponiamo corsi differenziati: alcuni sono dedicati al mondo dell'impresa e del management, altri si concentrano su esigenze specifiche come quelle di architetti e interior designer, con esempi concreti e casi reali.
Come sono strutturati i corsi e quale approccio didattico avete scelto?
Abbiamo scelto un approccio molto pratico. Ogni argomento viene trattato attraverso dimostrazioni, esercitazioni e simulazioni di situazioni lavorative reali. Non ci interessa dare solo teoria: vogliamo che ogni partecipante possa utilizzare quanto appreso già dal giorno successivo. Nel corso per progettisti, copriamo anche software e strumenti di IA applicati alla progettazione, alla modellazione e alla visualizzazione degli spazi, con particolare attenzione all'innovazione e alla sostenibilità.
Quale consiglio darebbe a chi è ancora scettico e crede che questa rivoluzione non lo riguardi?
Consiglierei di pensare a quello che è accaduto con Internet venticinque anni fa. Molti pensavano fosse una tecnologia riservata a pochi, mentre oggi nessuna azienda potrebbe farne a meno. Lo stesso avverrà con l'intelligenza artificiale. Non significa che tutti diventeranno esperti informatici, ma che ogni professionista dovrà conoscere gli strumenti fondamentali per lavorare meglio. Investire nella formazione oggi significa prepararsi per il mercato dei prossimi dieci anni. È una scelta strategica che può aumentare produttività, qualità del lavoro e capacità di innovazione, trasformando il cambiamento tecnologico in un'opportunità concreta di crescita personale e professionale.
La redazione di Portale Universitario
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