Medicina: come cambia il sistema di accesso all'Università e il caso Tirana
Grazie al nuovo semestre filtro sono riusciti ad accedere a Medicina, ma per circa 220 studenti italiani l’inizio del percorso universitario non avverrà in Italia. La loro meta sarà Tirana, in Albania, dove è attivo un corso legato all’Università di Roma Tor Vergata attraverso un accordo internazionale.
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| La sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino |
La frequenza in una sede all’estero è prevista dalle norme del nuovo sistema di accesso, che introduce un primo semestre di selezione con esami iniziali. Lo scopo è ampliare il numero di posti disponibili e creare nuove opportunità attraverso accordi con atenei stranieri.
Il corso di Tirana è un joint degree, sviluppato insieme all’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”, con pieno riconoscimento accademico in Italia.
La questione, denunciata da numerosi studenti e famiglie, riguarda la scarsa chiarezza nelle procedure di assegnazione. Coloro che si sono collocati nelle posizioni più basse della graduatoria hanno appreso solo dopo l’esito che avrebbero dovuto iniziare il percorso di studi all’estero, con margini di scelta estremamente ridotti.
A rendere il quadro ancora più critico si aggiungeva l’aspetto economico: la retta prevista per la sede di Tirana superava i 9.000 euro l’anno, una cifra nettamente superiore rispetto ai contributi richiesti dalle università pubbliche italiane. Questa situazione ha provocato proteste e alimentato un acceso dibattito sul diritto allo studio.
Dopo il confronto tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e l’Università Tor Vergata, la situazione è stata rettificata: gli studenti destinati a Tirana pagheranno le stesse tasse dei colleghi che studiano a Roma, calcolate in base all’ISEE. Inoltre, il primo semestre si svolgerà a Roma, prima del trasferimento in Albania.
Per Giovanni Firera, già Console Onorario dell’Albania in Piemonte e attualmente Responsabile della Camera nazionale dell'Artigianato di Tirana in Italia, questo accordo rappresenta la concreta realizzazione di parte dei progetti avviati nel 2008.
"Accolgo questo traguardo con grande soddisfazione - spiega Giovanni Firera - Questo accordo rappresenta la concreta realizzazione di progetti avviati nel 2008, anno in cui venne firmato un primo protocollo d’intesa tra l’Università di Tirana, in Albania e l'Università degli Studi di Torino”.
Il caso di Tirana evidenzia le criticità del nuovo semestre filtro: se da una parte aumenta le possibilità di accesso a Medicina, dall’altra rende indispensabile una comunicazione più chiara e trasparente nei confronti di studenti e famiglie, soprattutto in presenza di trasferimenti all’estero e di costi particolarmente elevati.
Per i tanti studenti che ogni anno provano a entrare nelle facoltà di area medica, questa vicenda costituisce un esempio concreto di come il sistema sia in evoluzione e di quanto sia fondamentale conoscere le regole sin dall’inizio del percorso.

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