Il diritto greco antico come specchio del presente

a cura di Giovanni Firera

Nei “Dialoghi extravagantes” di Raffaella Siracusa la lezione universitaria diventa laboratorio di pensiero critico





Che cosa può dire il diritto greco antico al nostro tempo, attraversato da crisi della democrazia, abuso di potere, conflitti di linguaggio e di senso? Molto più di quanto si creda. È questa la scommessa riuscita di Dialoghi extravagantes con gli studenti di diritto greco antico di Raffaella Siracusa, un libro che rifiuta la forma del manuale e sceglie quella del dialogo per restituire al diritto la sua dimensione più autentica: interrogare il mondo.

Il volume raccoglie diciotto dialoghi nati all’interno del corso universitario di Diritto greco antico e cresciuti nel tempo come esercizio condiviso di riflessione critica. Non si tratta di appunti rielaborati o di una trascrizione didattica, ma di un vero e proprio laboratorio intellettuale, in cui studenti e docente si confrontano su temi fondativi della convivenza civile: giustizia, cittadinanza, pena, vendetta, ruolo della donna, linguaggio giuridico, democrazia, hýbris. Il passato classico diventa così una lente potente per leggere il presente.

L’aggettivo extravagantes, chiarito con rigore filologico nella Premessa, indica ciò che “esce dai limiti”, ciò che devia dai percorsi consueti. Ed è proprio questa l’operazione compiuta da Siracusa: abbattere le barriere tra docente e studenti, contaminare il diritto con letteratura, filosofia, cinema e arte, valorizzare fonti indirette come i poemi omerici, la tragedia, le orazioni, i testi storici. Ne emerge l’immagine di un diritto greco antico privo di giuristi in senso moderno, ma non per questo privo di giustizia; un diritto che nasce dal linguaggio, dal mito, dal conflitto, dalla vita della polis.

Uno degli aspetti più stimolanti del libro è il costante dialogo tra Atene antica e mondo contemporaneo. La democrazia ateniese viene accostata alla democrazia digitale, gli oracoli alle Corti costituzionali, le sentenze alle narrazioni pubbliche che oggi plasmano l’opinione collettiva. Il diritto non è mai presentato come sistema chiuso e autoreferenziale, ma come pratica discorsiva, fragile, esposta al rischio dell’abuso e della manipolazione. Proprio per questo, ancora capace di insegnare.

Prof.ssa Raffaella Siracusa

Al centro dell’opera emerge con forza la figura della professoressa Raffaella Siracusa, docente di Diritto privato romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Torino. Dalla Premessa traspare un coinvolgimento umano profondo, il legame con il corso affidatole nel 2023 e il ricordo del professor Ferdinando Zuccotti, maestro libero e “ribelle”, la cui eredità intellettuale sembra attraversare l’intero progetto. Siracusa non si limita a trasmettere contenuti: costruisce comunità di pensiero, recuperando una dimensione conviviale dello studio fatta di dialoghi, caffè, scambi informali ma densissimi sul piano intellettuale.

Anche le scelte editoriali parlano chiaro: termini greci traslitterati, bibliografia collocata alla fine, cronologia essenziale. È una precisa etica della conoscenza, che mira ad ampliare il pubblico senza rinunciare alla complessità. Un’operazione di alta divulgazione che non semplifica, ma accompagna.

Dialoghi extravagantes con gli studenti di diritto greco antico è, in definitiva, molto più di un libro universitario. È un esempio virtuoso di didattica innovativa, un contributo originale agli studi di diritto antico e un ponte solido tra classicità e presente. Dimostra che il diritto greco antico non è un passato morto, ma una materia viva, capace di porre domande scomode al nostro tempo. E ricorda che l’università, quando è guidata da intelligenza, coraggio e umanità, può ancora essere luogo autentico di formazione del pensiero.




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