Ecco le Università italiane che stanno perdendo più matricole


Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha condotto uno studio sul numero dei nuovi studenti iscritti presso le università italiane. Secondo il rapporto, anticipato da Repubblica, è possibile identificare le università italiane che hanno registrato una perdita di immatricolati nell'arco di un anno.

Lo studio ha preso in considerazione i nuovi iscritti ai corsi di laurea triennale o magistrale a ciclo unico, confrontando i dati di giugno 2022 con quelli di giugno 2023. A livello generale, il numero degli studenti iscritti è aumentato del 2,2% su base annuale, un risultato significativo considerando il contesto storico segnato dalla crisi energetica e dall'aumento dei costi delle bollette.

In un periodo in cui gli affitti per gli studenti sono più elevati, molti cercano di limitare le spese scegliendo università più vicine a casa. Il numero di studenti fuori sede è in leggero calo, con molti studenti del Sud che preferiscono evitare di trasferirsi in università delle città settentrionali a causa dei sempre più alti costi degli affitti.

Bene nel Sud, meno bene nel Nord Italia

Il sistema universitario italiano ha registrato una crescita del 2% rispetto all'anno precedente, con quasi 330.000 nuove immatricolazioni. Questi buoni risultati si sono verificati soprattutto nel Centro-Sud del paese e nei dipartimenti delle città più piccole. Tuttavia, alcune importanti università come Bologna, Padova, Ca' Foscari Venezia, Milano Bicocca e la Statale hanno riscontrato delle difficoltà. Al contrario, Torino e La Sapienza hanno ottenuto buoni risultati, mentre Messina, Campobasso e Pavia hanno registrato un notevole successo.

Secondo il rapporto, gli studenti hanno scelto di non spostarsi né emigrare per limitare le spese. Questo comportamento potrebbe spiegare la diminuzione del numero di immatricolazioni in alcune università, specialmente quelle situate in città con affitti elevati. Allo stesso tempo, sembra che molti studenti abbiano preferito optare per università più vicine a casa o in città più economiche per risparmiare sui costi di alloggio e vivere con maggiori comodità.

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